mercoledì 9 marzo 2016

Atto IV - Finchè la barca va UCCIDI CONSUMA BRUCIA! UCCIDI CONSUMA BRUCIA! UCCIDI CONSUMA BRUCIA!

Mi è stato - giustamente - fatto notare che non aggiorno da un po': vari cazzi, non ultimo l'impegno ed il tempo necessari per fare questi riassunti - mi hanno trattenuto, vediamo di ricominciare al meglio.
I nostri sono appena salpati da casa di Thorn, e li aspetta una lunga navigazione per arrivare alla loro destinazione: una mappa forse rende l'idea meglio di mille parole.



I loro compagni di viaggio del resto sono burberi e poco loquaci, per cui i nostri hanno molto tempo libero per discorrere amabilmente tra loro ed invero non molto da fare durante la navigazione.

Dopo meno di una settimana di navigazione, tuttavia, si presenta il primo intoppo del viaggio: l'acuta (!) vista di Rakon - che osserva il mondo da dentro la camera iperbarica della sua full plate - è la prima a scorgere all'orizzonte un piccolo vascello militare battente bandiera talingardiana che si avvicina alla loro nave carica fino all'inverosimile di armi di contrabbando. Tra l'equipaggio della Frosthamar serpeggia il panico: siamo fottuti, missione fallita! I nostri, tuttavia, non si fanno certo spaventare e, indossata la loro migliore poker face, si preparano ad una recita: Rakon stesso, cambiata la sua apparenza in quella del cavalier Barektuli grazie al cerchio magico donatogli da Thorn, saluta ed accoglie il capitano della nave a bordo facendogli grandi feste e dando ad intendere di essere un cavaliere di Alerion in missione segreta. Di fronte all'insistenza di quest'ultimo per vedere dei documenti, Rakon lo raggela con un mix di velate minacce e finta autorità, tanto che quest'ultimo torna a bordo della sua nave, saluta rispettosamente, e scompare all'orizzonte sperando di non incrociare mai più la strada di qualcuno tanto irascibile.

Di nuovo, il viaggio prosegue serenamente ed il paesaggio sulla costa, che viene sempre mantenuta a pochi chilometri di distanza alla loro sinistra, comincia a cambiare: alle verdeggianti praterie si sostituisce la tundra, ed il freddo si fa sempre più pungente, fin quando non si distingue il Watch Wall in tutta la sua enorme maestosità. Da ora sono fuori dalle acque territoriali di Talingarde la prua stabilmente puntata verso nord. Seguono alcuni scontri con entità inumane: dapprima i nostri vengono attaccati da un gruppo di battaglia di tritoni capitanati da quello che sembra essere un sacerdote di qualche tipo; una volta sconfitta questa minaccia, per così dire, visto che facevano veramente schifo, il sacerdote morente sibila parole profetiche: "il figlio sarà la vostra rovina". I nostri, perplessi ma non molto preoccupati, proseguono, ma non prima che Lowell rianimi con le sue nefande arti magiche un tritone imbecille: un servitore per i suoi ancor più nefandi scopi.
Poco dopo è la volta di un incontro ancora più inquietante: durante la notte i nostri finiscono in una tempesta, che si rivela aver origine artificiale da un Mephit giocherellone e simpaticissimo, ma incazzato nero ed offesissimo per la violazione del suo spazio aeronavale. Dopo qualche minuto di parapiglia, in cui i nostri non riescono ad identificare la minaccia, anche il mephit viene infine sconfitto quando Extreme si arrampica sull'albero della nave per lasciare che il suo martello gigante conduca le trattative.

Sorge poi un problema con il capitano Odenkirk, che decide in modo piuttosto unilaterale, nonostante gli inviti dei nostri a proseguire il viaggio, di fermarsi presso una certa isola di sua conoscenza, dove - a suo dire - dovranno rifornirsi di acqua. In realtà, come i nostri scoprono ben presto, l'acqua presente a bordo è più che sufficiente per concludere il viaggio, e l'unico reale interesse del capitano sono certe fochine che abitano l'isola, le cui pregiate pelli sono molto apprezzate (ed altrettanto pagate) sul mercato. Ad ogni modo i nostri fanno buon viso a cattivo gioco, e Nalia ed Extreme partecipano persino alla caccia delle foche, durante la quale la loro scialuppa viene attaccata e rovesciata da una coppia di squalotti (Bunyip): Nalia sviene al contatto con l'acqua e comincia ad affogare, ed è solo grazie al tempestivo intervento del tritone zombi imbecille di Lowell che viene tratta in salvo. Extreme invece non perde l'occasione di menare le mani ed ingaggia una furiosa lotta con i due squali, che termina alcuni round dopo con la barbara gravemente ferita, ma entrambi gli squali ridotti in poltiglia dalle martellate (subacquee, si: trattasi di martellate subacquee...) inferte dalla nostra ehm eroina?

Il viaggio prosegue, ed è passato poco meno di un mese di navigazione quando i nostri incontrano alcuni uomini, all'apparenza non molto civilizzati, che li avvicinano su delle canoe: nonostante il primo approccio sia piuttosto freddo, ben presto i nostri realizzano che i selvaggi non hanno intenzioni bellicose e che vogliono solo commerciare. Cominciano furiose contrattazioni, che terminano con lo scambio di alcune armi raccolte dai nostri nel corso delle loro avventure per uno splendido ed insolitamente gigantesco corno di narvalo, sul quale Lowell mette gli occhi in vista di una possibile futura realizzazione di una staffa o qualcosa di simile.

Infine, i nostri giungono all'epilogo del loro viaggio per mare: la foce di un fiume senza nome che, una volta risalito, li condurrà al lago Tarik, e da lì all'accampamento dei feroci bugbear ed al loro temibile capo Sakkarot Ascia Ardente. Nel tratto fluviale di navigazione, il capitano Odenkirk da prova della sua abilità, conducendo la Frosthamar di ripida in ripida, schivando gli ostacoli e le insidiose anse del fiume, fin quando i nostri non giungono finalmente al lago. Da lì serve solo un altro giorno di navigazione, e nel luogo loro indicato da Thorn trovano un rozzo molo su cui stazionano due bugbear ubriachi a giocare ad un qualche gioco senza regole di carte e schiaffi...


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